Febbraio 28, 2005

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 12:29 am

Nelle cose che faccio è così frequente per me leggere testi d’ogni tipo che, venendomi da chiedermi che cosa cambierebbe se per un certo tempo mi accadesse di non aver nulla da leggere, mi viene da rispondere che senza dubbio entro pochi giorni dovrei avvertire qualche sensazione assai particolare.

Forse muterebbero notevolmente certi miei equilibri; forse vedrei cose che ora non vedo.

Febbraio 27, 2005

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 9:47 pm

Non voglio perdere tempo, mai, non mi voglio fermare, ché non solo debbo andare avanti, devo recuperare, sempre, tra me il mio più prossimo obiettivo c’è sempre troppa distanza.
Non riesco a dedicarmi ad una sola cosa, non riesco a programmare nulla con precisione né a fare piani a lungo termine, vedo bene la mia esistenza solamente come un aggregato di fatti ed esperienze che trovano un qualche ordine quasi soltanto a posteriori.
Sono tra quelli che arrivano sempre un po’ in ritardo, perché non si sanno fermare.

Febbraio 26, 2005

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 6:51 pm

Si parlava in primo luogo d’arte, di teatro in particolar modo, e ciò giova al mio spirito, del resto incapace in genere di impersonare l’uomo di scienza.

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 6:49 pm

Oggi per una volta sono stato ad ascoltare senza troppo stufarmi per il tempo perso, tendo a dedurne che stavolta qualcosa da ascoltare ci fosse, non mi rammarico nemmeno tanto di esser stato zitto pressoché tutto il tempo. Aumentano nel frattempo gli impegni cui mi ritrovo a dover far fronte, ma un po’ di fiducia ritrovata mi basta per vedere un orizzonte tutto sommato alquanto attraente: frase tanto generica che par presa da un oroscopo; essere in condizione di credere, anche mi accade di trovarmi in qualche modo fuori dal mondo, è la discriminante.

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 1:59 am

Non so se ci sia qualcosa di comparabile a ciò che si prova riuscendo a coinvolgere altre persone in un proprio spazio di idee, di sensibilità, di prospettive, di aspettative e di speranze. Un problema è che forse si tratta di qualcosa che devo ancora provare a fondo, o in altre forme, con altri oggetti.
Si accetta un certo annullamento di se stessi quando si riesce, polarizzandosi, a polarizzare il prossimo, purché ciò comporti una partecipazione sostanziale di percezione - frase ed affermazione che solamente abbozzo, giacché non mi sento in grado in questo momento di esporre un’intera teoria adeguatamente circostanziata, né pur solo una serie logicamente connessa di proposizioni, le quali peraltro potrebbero per quanto ne possa sapere non addirsi al contenuto acciuffato nel mio intento.

Febbraio 25, 2005

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 10:00 am

Non me ne meraviglio ma forse ve lo devo dire che quanto ho finora scritto qui mi pare totalmente stupido, non tuttavia privo di senso ma semplicemente stupido ed inutile. Chiaramente è solo un’impressione, e le impressioni siano le benvenute, se non trovo una frase migliore, ma confesserò che non ho intenzione né voglia di controllare in questo preciso momento se vi siano delle fattispecie per le quali l’impressione in oggetto si possa rivelare verace. Credo piuttosto che a breve nel sottile e per me vagamente amaro compiacimento di rileggere mi ritroverò a cercare qualche idea, come sovente accade.
Ed ecco che volto le spalle a voi ed al blog, e siccome la mia bella figura nello scrivere se la dovevo fare l’ho fatta, non parendomi dunque ora apprezzabile da parte mia la scelta di impiegare dell’altro tempo in questo, il che sarebbe anche poco riguardoso dal momento che m’impegno a mettere in atto del significato o metterci dell’ispirazione o qualcosa che d’ispirazione reputo possa essere, ecco svolgo con serena rassegnazione la routine, esco di casa e provo a combinare qualcosa. L’importante è crederci, e non essere sprovveduti.

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 1:49 am

Riempire le città di enormi e monotoni manifesti politici rappresenta certamente un sintomo.
- Guardaci guardaci guardaci, votaci. Ti saremo grati per averci scelto.
Con uno slogan semplice, che non faccia troppo riflettere, magari in rima, alle urne la pillola andrà giù che è una meraviglia, sperano forse, e farà effetto a lungo, specialmente se associata a una terapia televisiva.
- Sta’ tranquillo spettatore, la pubblicità ce la paghiamo noi, tu ricordati e basta.
Tappezzare di manifesti i luoghi più frequentati, coprire anche i fatti con le immagini, l’investimento può fruttare, specialmente se la gente ha bisogno di dimenticare; facce nuove e facce di quelli che non si sono mai sporcati le mani, che poi son quelli che parlano meglio.
Investire in fatti concreti non sarebbe altrettanto utile: quel che si farà lo si coprirà d’oro, per il resto esistono le montature e la propaganda, che magari costa un po’, ma è la cosa più efficace e quando si ha i mezzi per farla conviene sempre. Il ragionamento è chiaro a sufficienza, e riesce pure a mettere della nausea in più a chi lo capisce.
Così si fa a gara a chi si fa più pubblicità con i soldi che ha o che si fa dare.
Possiamo liberarci dal peso di tanto disprezzo, dissociandoci, schernendo l’arroganza degli uni e deplorando la stoltezza degli altri; con la critica.
Io lo voglio fare, gli altri facciano come loro pare.

E nel redigere tali parole si consuma un po’ della mia notte, e se era la cosa giusta da dire forse è solo perché mi sentivo di dirla, e tante nuove cose dirò senza attinenza con questa, i pensieri affiorano uno dopo l’altro ed a volte vanno a riversarsi da qualche parte…

Febbraio 24, 2005

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 3:25 am

Mi sento sempre nemico dell’ignoranza, degli interessi dei poteri, della presunzione. Tante e troppe cose mi amareggiano, ma credo che la forma più forte di lotta sia la più umile. Ciò non toglie, anzi avvalora il fatto che gli spazi di azione bisogna conquistarseli.

Febbraio 23, 2005

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 3:24 pm

Voglia di fare, di portare in giro i miei pezzi da solo, di faticare, di sentirmi addosso quello che mi appartiene, di prendere coscienza ed agire, tenacemente

Questi asindeti nascondono sempre qualcosa, lo si può sentire se ci si fa attenzione, ma non cercate categorie per l’indefinibile!

Archiviato in: nessuna categoria — luca @ 12:08 am

La mia è una vita nel disordine, nel caos delle cose. Perfino dal caos, forse, bisogna sapersi distaccare, anche solo per un istante. Sento però che quanto più mi perdo nelle dialettiche delle cose, tanto più riesco a spostare i confini, a tradurli, a disegnare strade e ponti e case, tutto in balia delle piene dei miei fiumi.

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