Riempire le città di enormi e monotoni manifesti politici rappresenta certamente un sintomo.
- Guardaci guardaci guardaci, votaci. Ti saremo grati per averci scelto.
Con uno slogan semplice, che non faccia troppo riflettere, magari in rima, alle urne la pillola andrà giù che è una meraviglia, sperano forse, e farà effetto a lungo, specialmente se associata a una terapia televisiva.
- Sta’ tranquillo spettatore, la pubblicità ce la paghiamo noi, tu ricordati e basta.
Tappezzare di manifesti i luoghi più frequentati, coprire anche i fatti con le immagini, l’investimento può fruttare, specialmente se la gente ha bisogno di dimenticare; facce nuove e facce di quelli che non si sono mai sporcati le mani, che poi son quelli che parlano meglio.
Investire in fatti concreti non sarebbe altrettanto utile: quel che si farà lo si coprirà d’oro, per il resto esistono le montature e la propaganda, che magari costa un po’, ma è la cosa più efficace e quando si ha i mezzi per farla conviene sempre. Il ragionamento è chiaro a sufficienza, e riesce pure a mettere della nausea in più a chi lo capisce.
Così si fa a gara a chi si fa più pubblicità con i soldi che ha o che si fa dare.
Possiamo liberarci dal peso di tanto disprezzo, dissociandoci, schernendo l’arroganza degli uni e deplorando la stoltezza degli altri; con la critica.
Io lo voglio fare, gli altri facciano come loro pare.
E nel redigere tali parole si consuma un po’ della mia notte, e se era la cosa giusta da dire forse è solo perché mi sentivo di dirla, e tante nuove cose dirò senza attinenza con questa, i pensieri affiorano uno dopo l’altro ed a volte vanno a riversarsi da qualche parte…